Codici di Leonardo da Vinci

I Codici di Leonardo da Vinci sono dei manoscritti scientifici scritti nel corso della sua intera esistenza dall'uomo universale.La vastità degli interessi di Leonardo, nei più svariati campi della conoscenza, è testimoniata dagli oltre quattromila fogli contenenti suoi disegni e annotazioni. Essi si presentano sciolti o raccolti in fascicoli o codici, oggi sparsi in musei, biblioteche e raccolte di tutto il mondo e quasi tutti databili a dopo il 1480, con una particolare incidenza a partire dal soggiorno milanese.Una distinzione fondamentale è tra i taccuini di appunti, che l'artista portava sempre con sé per annotazioni veloci, e fascicoli più ordinati, talvolta dedicati a particolari argomenti, quali l'anatomia, l'ottica, l'arte bellica, la meccanica, il volo degli uccelli o il moto delle acque. I taccuini presentano il testo inserito negli spazi lasciati liberi dagli schizzi, mentre nei fascicoli l'organizzazione di immagini e testo è più accurata. Per Leonardo il disegno non è legato a necessità decorative, ma è un insostituibile mezzo di rappresentazione e analisi della realtà, più efficace dello scritto.Si stima che si sia conservato "solo" un terzo della produzione di Leonardo su carta.

Codici principli di Leonardo


Codice Atlantico

Balestra del 1500 del Codice Atalntico
Balestra del 1500 del Codice Atalntico

Il codice Atlantico è la più ampia raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 1119 fogli raccolti in 12 volumi, ed è attualmente conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.Il nome del codice è dovuto alla dimensione delle pagine (64,5 x 43,5 cm), simile a quella delle pagine di un atlante. I fogli sono assemblati senza un ordine preciso e abbracciano un lungo periodo degli studi leonardeschi, dal 1478 al 1519, secondo diversi argomenti tra cui anatomia, astronomia, botanica, chimica, geografia, matematica, meccanica, disegni di macchine, studi sul volo degli uccelli e progetti d'architettura.Tra il 1962 e il 1972, il codice fu sottoposto a una laboriosa opera di restauro, realizzata a Grottaferrata: essa fu materialmente curata dal professor Barbieri e da padre Giosafat Kurelo, e supervisionata, per lo stato italiano, dal prof. Augusto Marinoni.Oggi il Codice Atlantico, non esiste più. Tutti i fogli che componevano il "codice" sono stati sfascicolati e separati dai fogli di formato atlantico. Per tanto non si può più definire né codice, né atlantico. La dicitura più corretta di quello che è rimasto (tutti i disegni di Leonardo) è: Raccolta dei disegni di Leonardo da Vinci che componevano l'antico codice atlantico.Al suo interno si è sempre affermato esservi collocati 1750 disegni, tutti di mano di Leonardo. In realtà, i disegni erano 1751 Durante il restauro tutti i disegni furono staccati dai fogli e a pagina 1033 già 370 (antica numerazione 51) venne rimosso un disegno di 21 x 16 cm, attualmente posto sul foglio 1035 recto: sotto al foglio staccato apparvero evidenti tracce di colla, questo a dimostrazione che lì vi era incollato un disegno più piccolo di cui non si aveva avuto notizia.Questo foglio, di cui si erano perse le tracce, è stato ritrovato.

 

Per saerne di più visita il sito ufficiale  della  Biblioteca Ambrosiana

 


Codice Arundel

Carro Coperto fa parte del Codice Arundel
Carro Coperto fa parte del Codice Arundel

Il Codice Arundel (prende il nome dal suo primo possessore) è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 283 fogli databili tra il 1478 e il 1518, attualmente conservato alla British Library di Londra.Rilegato in cuoio marocchino consta in carte, di vario formato, provenienti da vari manoscritti efficacemente incollate su fogli di dimensioni 28 x 18 cm. Gli argomenti trattati sono, tra gli atri, i seguenti:fisicameccanicaotticageometria euclideaarchitettura (tra i quali gli studi per la residenza di Francesco I a Romorantin)

 

Per saperne di più  www.bl.uk

Codice Trivulziano

Il Codice Trivulziano è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 55 fogli databili tra il 1478 e il 1490, attualmente conservato alla Castello Sforzesco di Milano.Conservato presso la Biblioteca Trivulziana del castello Sforzesco, le 55 carte (che originariamente si presume fossero 62) hanno dimensioni 20,5 x 14 cm. In esso si trovano studi di architettura militare e religiosa, ma vi sono anche alcune pagine su studi da autodidatta che Leonardo finalizzava a migliorare la sua conoscenza in ambito letterario.

 


Codice sul volo degli uccelli

Il codice sul volo degli uccelli è un manoscritto di Leonardo da Vinci, comprendente 18 fogli della misura di 154 x 213 mm, più una copertina rigida ed è attualmente conservato presso la Biblioteca Reale di Torino.Leonardo ha scritto il Codice del Volo intorno all'anno 1505, tornato a Firenze dopo un lungo periodo trascorso a Milano. La datazione del manoscritto è confermata da una citazione dello stesso Leonardo al foglio 17v, pagina in cui annota di aver visto un uccello spiccare il volo: il cortone, uccello di rapina ch'io vidi andando a Fiesole. sopra il loco del Barbiga, nel '5 adì 14 di marzo.
Il nome del codice è dovuto all'argomento dei testi e dei disegni. In particolare inizia ad analizzare il volo e la struttura degli uccelli per poi passare al disegno di macchine volanti. È leggenda l'episodio di un suo tentativo fallito dalla collina di Montececeri a Fiesole.Il manoscritto prende il proprio nome dai contenuti, l'analisi del volo degli uccelli, ma in realtà è molto di più. Questo piccolo quaderno non è una semplice raccolta eterogenea di appunti e idee, ma un metodico tentativo di Leonardo di analizzare e proporre nuove idee sull'argomento del volo. Leonardo coltivava l'idea di un grande trattato sul volo diviso in quattro volumi, ma purtroppo non ha mai portato a termine quest'opera. Il Codice del Volo può essere considerato come la summa dei pensieri di Leonardo sul volo, ma non solo. Tra i testi, insolitamente ordinati e copiosi, e i disegni del Codice si "nasconde" il progetto della macchina volante più evoluta di Leonardo, che prende il nome dall'uccello che lui stesso dichiara di osservare: il Grande nibbio.[1]Leonardo descrive questo progetto con grande minuzia di particolari. Ne indica le dimensioni, i materiali da impiegare nella costruzione, la posizione del pilota, la collocazione del baricentro, fatto quest'ultimo indispensabile per la costruzione di qualsiasi "oggetto volante". Il più di un’occasione Leonardo impartisce al pilota, o al lettore del Codice, le istruzioni per pilotare il Grande nibbio. Ad esempio al foglio 6v Leonardo scrive:Sempre il moto dell’uccello debe essere sopra alli nugoli, acciò che l’alia non si bagni, e per iscoprire più paesi, e per fugire il pericolo della revoluzione de’ venti infralle foce de’ monti, li quali son senpre pieni di gruppi e retrosi di venti. E oltre a di questo, se lo uccello si voltassi sotto sopra, tu ài largo tenpo a rivoltarlo in contrario, colli già dati ordini, prima che esso ricaggia alla terraPreoccupato di un pericoloso ribaltamento della macchina è inequivocabile il fatto che in annotazioni come questa (tu ài largo tenpo a rivoltarlo in contrario) Leonardo si rivolga al pilota della sua macchina.Nel 28 febbraio 2009 viene resa pubblica da Piero Angela in una delle sue trasmissioni la scoperta di un probabile autoritratto nascosto nel codice.La pagina su cui era stato realizzato fu poi riutilizzata per gli appunti sul volo degli uccelli ma le tracce dell'autoritratto sarebbero visibili. Al foglio 10v si nota chiaramente il disegno di un volto giovanile eseguito a sanguigna, un gessetto rosso spesso utilizzato da Leonardo. Non si tratta dell’unico disegno sanguigna contenuto nel Codice. Altri ne compaiono ai fogli 11, 12, 13, 15, 16 e 17. Si tratta di disegni di foglie, fiori e una gamba maschile. Il disegno del volto giovanile è sempre stato noto agli studiosi, motivo per cui la notizia di questa scoperta è in realtà una falsa notizia. L’attribuzione del volto giovanile e la presunta somiglianza con il celebre autoritratto, soggetto di una bella trasmissione di Piero Angela, è del tutto arbitraria e non trova altri riscontri. Diverse ricostruzioni 3D del volto sono state realizzate da altri ricercatori prima del 2009.

Codice Ashburnham

Codice Ashburnham 2037 Duomo San Giovanni di Firenze del 1497
Codice Ashburnham 2037 Duomo San Giovanni di Firenze del 1497

Codice AshburnhamConvenzionalmente identificati con due numeri: 2037 l'ex codice B e 2038 l'ex codice A, sono conservati a Parigi, presso l'Istituto di Francia; si tratta di due manoscritti cartacei (dimensione 24x19 cm), rilegati in cartone.In origine facevano parte del manoscritto A da cui sono stati strappati alla metà dell'Ottocento da Guglielmo Libri.Raccolgono principalmente studi pittorici (Ash. 2038) e studi diversi (Ash. 2037), che Leonardo, con ogni probabilità, eseguì tra il 1489 e il 1492.

Fonte Testo: Museoscienza.org

Codici dell'Istituto di Francia

Convenzionalmente identificati con due numeri: 2037 l'ex codice B e 2038 l'ex codice A, sono conservati a Parigi, presso l'Istituto di Francia; si tratta di due manoscritti cartacei (dimensione 24x19 cm), rilegati in cartone.In origine facevano parte del manoscritto A da cui sono stati strappati alla metà dell'Ottocento da Guglielmo Libri.Raccolgono principalmente studi pittorici (Ash. 2038) e studi diversi (Ash. 2037), che Leonardo, con ogni probabilità, eseguì tra il 1489 e il 1492.       Fonte Testo: Museoscienza.org

Codici Forster

Scala Mobile - Codici Forster 1 Foglio 26
Scala Mobile - Codici Forster 1 Foglio 26

Conservati a Londra, presso il Victoria and Albert Museum. Sono tre manoscritti cartacei, rilegati in pergamena, e denominati Forster I (14.5x10 cm), Forster II (19.5x7 cm), Forster III (9x6 cm).Raccolgono studi di geometria, pesi e macchine idrauliche elaborati da Leonardo in diversi periodi tra il 1493 e il 1505.

Fonte testo: Museoscienza.org

Codice Leicester

Il Codice Leicester (precedentemente noto come Codice Hammer) è una raccolta di disegni e scritti di Leonardo da Vinci, comprendente 36 fogli databili tra il 1504 e il 1508. Nel 1994 fu acquistato per 30,8 milioni di dollari da Bill Gates, il miliardario e filantropo statunitense fondatore della Microsoft Corporation.Rilegato in pelle, consta in 36 fogli di dimensioni 29 × 22 centimetri. A differenza di altri manoscritti, solitamente riguardanti svariati argomenti, questo è dedicato principalmente a studi di idraulica. Quasi certamente non faceva parte dei manoscritti ereditati da Francesco Melzi, l'allievo prediletto di Leonardo. Il codice viene esposto in una città diversa ogni anno e comunque una pagina è esposta permanentemente al Museum of Flight di Seattle

Fogli di Windsor

Sono conservati presso il castello Reale di Windsor (Royal Collection) e comprendono circa 600 disegni, non rilegati e di differente formato.Contengono studi di anatomia e di geografia, studi di cavalli, disegni, caricature nonchè un gruppo di carte geografiche.Appartengono a diversi periodi della vita di Leonardo, compresi tra il 1478 e il 1518 circa..  Fonte testo: Museoscienza.org


Codici di Madrid

Conservati presso la Biblioteca Nazionale di Madrid, dove furono riscoperti solo nel 1966, sono due manoscritti cartacei rilegati in marocchino rosso. Al fine di una rapida identificazione sono stati denominati "Madrid I" e "Madrid II"La maggior parte delle pagine del Codice Madrid I che comprende 192 fogli (formato 21x15 cm) e raccoglie principalmente studi di meccanica, è databile tra il 1490 e il 1496, mentre quello del Madrid II, comprendente 157 fogli (formato 21x15 cm) sono dedicate a studi geometrici, e risultano databili tra il 1503 e il 1505.